* Storia


 

Considerazioni su monete venetiche rinvenute nell'area trevigiana

di Ferdinando Mimiola e Marco Perissinotto (Gruppo Archeologico Trevigiano)

“Le monete in possesso del Gruppo Archeologico Trevigiano sono sette: sei di esse provengono da un unico ritrovamento avvenuto a Feltre durante lavori di scavo per l’apertura di una strada (si tratta dunque di un vero e proprio «tesoretto») mentre la settima proviene invece da uno scavo fatto nel centro di Treviso. Il recupero di questo pezzo è stato compiuto in una discarica pubblica, dov’era finito insieme a materiale ceramico e bronzeo databile dal X al I secolo avanti Cristo. Dato il suo quasi perfetto stato di conservazione, si può presumere che questa moneta non abbia mai circolato e sia appartenuta quindi ad un corredo funebre.”

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Le origini precristiane del culto di San Sisto a Treviso

di Giovanni Golfetto

“Nella tradizione cristiana con il nome di Sisto sono ricordati tre papi santi vissuti nei primi secoli della storia della Chiesa e due pontefici, Sisto IV e V, che ressero il soglio papale rispettivamente nel XV e XVI secolo. Attualmente Sisto I e III non compaiono più nel cosiddetto “calendario perpetuo” della Chiesa; il solo a esservi ancora menzionato e quindi festeggiato (il 7 agosto), è Sisto II, papa e martire, ma anche la sua memoria è facoltativa. Probabilmente di origine greca, prima di essere nominato papa fu arcidiacono di Roma. Secondo Il liber pontificalis fu eletto a quella carica alla morte di Stefano I.”

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QUADERNO DI ROMANISTICA N. 1

Le anfore e i commerci in epoca romana nel municipio di Tarvisium
(di Michele Bettiol, Giuseppe Michilin, Silvia Pascale)

Work-book che è parte integrante di un più vasto progetto ideato da una équipe di ricercatori del Gruppo Archeologico Trevigiano, imperniato sulla divulgazione, la didattica e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico del territorio dell’ antica X Regio di età romana ed in modo particolare della Provincia di Treviso. Si è usato volutamente per questo testo lo stesso titolo della Mostra itinerante, realizzata sempre dal Gruppo Archeologico Trevigiano, perché ne costituisce il logico approfondimento. Lo studio offre, oltre ad alcune informazioni di carattere generale sul municipio di Tarvisium e sul commercio nel mondo romano, dati inediti sul tema specifico delle anfore rinvenute nel suo territorio. L’elaborazione di queste informazioni e la breve bibliografia allegata, fornirà al lettore utili spunti per  intraprendere ulteriori ricerche.

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Le origini precristiane del culto di San Sisto a Treviso

di Giovanni Golfetto

“Nella tradizione cristiana con il nome di Sisto sono ricordati tre papi santi vissuti nei primi secoli della storia della Chiesa e due pontefici, Sisto IV e V, che ressero il soglio papale rispettivamente nel XV e XVI secolo. Attualmente Sisto I e III non compaiono più nel cosiddetto “calendario perpetuo” della Chiesa; il solo a esservi ancora menzionato e quindi festeggiato (il 7 agosto), è Sisto II, papa e martire, ma anche la sua memoria è facoltativa. Probabilmente di origine greca, prima di essere nominato papa fu arcidiacono di Roma. Secondo Il liber pontificalis fu eletto a quella carica alla morte di Stefano I.”

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L'antica Pieve di San Sisto

 

Immagini che illustrano sinteticamente i principali sviluppi costruttivi dell’antica pieve di San Sisto a Lancenigo (Villorba – Treviso).
I molteplici rifacimenti che l’hanno interessata collocano l’epoca della sua fondazione molto lontano nel tempo. Essa, infatti, è uno dei pochi esempi nel trevigiano di chiesa risalente al periodo longobardo (VI-VII secolo).

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Treviso e il Graal

 di Giovanni Golfetto

In questo lavoro si esaminano alcuni aspetti che ritrovano le radici del ciclo in miti cosmogonici che vanno ben al di là dell’area celtica. Ciò porterà nella penisola scandinava, alle colonie vichinghe in Islanda, in India, in Grecia e in Italia.

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Treviso e il tesoro dei Templari

 di Giovanni Golfetto

La grande attenzione ad alcuni eventi e luoghi della storia dei Templari fa trascurare altri che meglio contribuirebbero a chiarire alcuni aspetti della loro fine. Treviso, ad esempio, è stata finora trascurata per quanto riguarda il loro fantomatico tesoro mai trovato, neppure dal re Filippo IV (detto il Bello). Scomparsa che ha permesso lo sviluppo d’infinite teorie riguardo a un patrimonio che dal punto di vista monetario non era probabilmente così imponente come si è “favoleggiato”. Le ricchezze dei Templari in realtà erano costituite da circa 9.000 fondi agrari, il resto erano beni dati loro in custodia e in questo furono antesignani di alcuni aspetti del sistema bancario.

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